Una volta, nelle nostre campagne, ci si meravigliava
perché il padrone dei poderi era spesso più soggetto a
varie malattie che non i contadini che lavoravano i campi. Infatti,
i ricchi, una volta, erano soggetti a malattie come la gotta, etc.,
che derivavano da una dieta molto ricca, e in particolare, molto ricca
di carne.
Oggi si è scoperto perché i contadini si ammalavano di
meno: si ammalavano poco, in genere, perché si nutrivano soprattutto
di vegetali, di legumi, di focacce di grano, di minestre, e così
via, e la carne la mangiavano molto raramente.
Questa è un po’ la dieta che abbiamo praticato tutti noi,
o quasi, nella nostra infanzia e adolescenza. Vivendo in campagna ci
si nutriva soprattutto di verdure, di minestre, di pane, di formaggi;
l’uso della carne era riservato alle grandi feste.
I benestanti, che apparentemente avrebbero dovuto, attraverso una dieta
più ricca, ammalarsi di meno, in realtà erano più
soggetti a molte malattie.
Oggi si sta riscoprendo quindi il valore della
dieta vegetariana.
Secondo un’inchiesta recente, in Inghilterra si afferma che i
ragazzi fino ai 18/20 anni non vogliono più mangiare la carne,
e vogliono mangiare solo cose derivanti dal regno vegetale; perciò
i produttori di carne sono veramente preoccupati per questo rifiuto
da parte delle nuove generazioni, che comprendono la pericolosità
sia fisica sia spirituale dell’uso della carne, che con una loro
innata saggezza la rifiutano. Questo ovviamente è un buon segno.
Anche noi ci stiamo ora avviando gradualmente verso la riscoperta di
questa dieta più salutare da un punto di vista fisico che spirituale.
Per trattare questo argomento, che una volta era ritenuto quasi inavvicinabile
e che in Occidente era osteggiato in tutti i modi dalla scienza ufficiale,
abbiamo un medico, il Dr. Vasco Merciadri, che esercita la professione
da oltre venti anni, ed è specializzato anche in medicina omeopatica.
Egli ha fatto un approccio veramente scientifico a questo problema e
ci intratterrà su di esso da un punto di vista soprattutto medico,
facendo qualche riferimento anche agli aspetti spirituali. Ci intratterrà
quindi sul valore della dieta vegetariana, dandoci in particolare il
suo parere di medico inserito nella società contemporanea.
CONFERENZA
Come medico, come persona nata nella civiltà occidentale, non
sono arrivato al vegetarianismo per tradizione di famiglia, bensì
lentamente, dapprima conoscendo vegetariani che praticavano yoga e,
conoscendo queste esperienze, ho cominciato un po’ a chiedermi
il motivo dell’alimentazione vegetariana.
Sono andato quindi a riprendere e a ristudiare i vari testi di medicina
e le conclusioni – che non erano trattate in questi libri –
erano evidentissime. Ho studiato soprattutto testi di biochimica, di
fisiologia e di chimica organica.
Ci sono anche scritti di medici vegetariani
che trattano dell’alimentazione, soprattutto alcuni dell’Associazione
Vegetariani Italiani, Associazione abbastanza importante in cui lavorano
vari gruppi. Viene portato avanti un discorso in cui si dimostra che
l’uomo, anche se vegetariano, sta bene di salute; e questo, secondo
me, è limitante, perché, se una cosa è giusta,
è giusta fino in fondo, perché è la cosa migliore
che si possa fare. E studiando il vegetarianismo si è visto che
è così.
Tra l’altro da noi, in occidente, è soltanto da poco che
si sta ricominciando a parlare d’alimentazione vegetariana. Fino
a qualche decennio fa vi era rimasto soltanto qualche vecchio, qualche
persona anziana con problemi particolari, per cui non poteva nutrirsi
diversamente.
Come è stato detto nella presentazione, per millenni la nostra
è stata una tradizione quasi completamente vegetariana perché
i contadini, nelle nostre zone, avevano un’alimentazione a base
di cereali in pianura, e di farina di castagne in montagna, o di mais,
e soltanto occasionalmente veniva usata la carne. La carne era ad appannaggio
dei ricchi e della chiesa: preti, monsignori, padroni dei poderi, etc.
Solo che è successo che, con la crescita della borghesia nel
XVIII secolo, essa si è voluta adeguare a quei privilegi che
prima erano della nobiltà e del clero e quindi abbiamo visto
che è sorto un nuovo tipo di cucina in cui il più importante
rappresentante è l’Artusi. Non so se conoscete i libri
di cucina dell’Artusi: in essi vengono ad essere raccolte molte
ricette quasi tutte a base di carne, di grassi animali, etc. Però
non è che questi cibi, a lungo andare, portino alla salute dell’uomo,
infatti, gli ospedali sono aumentati di numero, gli interventi chirurgici
sono sempre più numerosi, la vita, anche se si è allungata,
è una vita grama, la maggioranza delle persone si trascina tra
paralisi, arteriosclerosi, ipertensioni, insufficienze renali per decine
e decine di anni, cosa che le statistiche non dicono ma è una
realtà. Oggigiorno si stanno sempre più preoccupando i
mas-smedia, i giornali, dell’aumento dell’età media
della popolazione italiana e quindi un domani ci saranno più
problemi di assistenza, etc.
Certo, soprattutto se si considera l’anziano, è ovvio che,
se continua la maggioranza della popolazione a mangiare come mangia,
la situazione sarà sempre più tragica, non solo per loro,
ma anche per un danno di tipo generazionale che viene portato avanti
e che viene in qualche modo, diciamo, lasciato in eredità ai
figli, e ai figli dei figli.
Queste sono realtà ben precise. E’ chiaro che bisognerebbe
pensare ai danni che un certo tipo di alimentazione porta.
Del resto già da bambini tante volte
ci chiediamo: “Ma perché ci dicono di non uccidere e poi
mangiamo gli animali?”. La risposta è: “Perché
Dio li ha messi lì apposta per essere mangiati dall’uomo”.
Questa è la risposta, e quando uno ha cinque o sei anni dice:
“Va bene, me l’ha detto il babbo, lo zio, il nonno, probabilmente
sarà vero”. Poi, ad un certo punto, ci si rende conto che
non può essere così. Ogni essere vivente ha la sua dignità
di esistere e il suo diritto di vivere, ha un suo destino ben preciso
in cui noi non dobbiamo interferire.
Del resto, a parte le sacre scritture indiane
e orientali, anche riferendoci alla Bibbia, partendo dalla Genesi, abbiamo
vari brani in cui viene messa in evidenza l’importanza di un certo
tipo di alimentazione, mi riferisco ora a brani citati dal Maestro Kirpal
Singh: “ E Dio disse: vi ho dato ogni erba da seme che sia sulla
superficie di tutta la terra, ed ogni albero nel quale sia frutto che
porta seme; ciò vi servirà da cibo”.
E lo stesso ritroviamo nei passi in cui si parla di nazireato: il nazireato
era una dedicazione di alcune persone che non mangiavano carne, non
bevevano alcolici e si facevano crescere la barba e i capelli, cioè
erano maestri ebraici di cui si ritrova la descrizione nell’Antico
Testamento. Lo stesso tipo di scelta che avrebbe fatto anche Gesù
Cristo. Gesù Cristo il Nazareno: nazareno non vorrebbe tanto
dire che proveniva da Nazareth, ma in quanto era nazireo, aveva fatto
questo voto di nazireato.
Quindi anche il cristiano sarebbe bene che meditasse su questo fatto.
Ci sono comunque certi movimenti cristiani, tipo gli Avventisti del
settimo giorno, che si sono avvicinati all’alimentazione vegetariana
e sono vegetariani a tutti gli effetti.
Comunque, ritornando al campo medico e al
discorso dell’alimentazione, si possono fare tante considerazioni.
Molte volte inizio le conferenze facendo una digressione storica sulla
evoluzione alimentare dei vari popoli, soltanto che verrebbe una cosa
abbastanza lunga, sicché passo a descrivere da un punto di vista
anatomico, la differenza che c’è fra un uomo, come esempio
tipico dell’alimentazione vegetariana, un leone o un felino per
l’alimentazione carnivora, e un bue per l’alimentazione
erbivora.
Se consideriamo un felino, o un canide, questi
hanno una dentatura ben particolare, con un grosso sviluppo dei canini
e gli incisivi molto piccoli. Poi presentano un dente particolare, che
si chiama dente ferino, che è estremamente sviluppato e serve
per dilaniare e sbranare le carni. Se vediamo infatti un leone, notiamo
i canini molto lunghi, mentre gli incisivi sono piccoli.
Le ghiandole salivari non sono molto sviluppate, perché non c’è
bisogno di secrezione di ptialina , che serve per la digestione degli
amidi. I brani di carne vengono inghiottiti pressoché interi,
a grossi pezzi, e vengono digeriti grazie ad uno stomaco estremamente
spesso, che ha una notevole produzione di acido cloridrico e pepsina,
l’enzima che digerisce la carne. Inoltre presenta una grossa produzione
di muco superficiale per difendere la parete dello stomaco dall’autodigestione.
Una volta che si ha questa secrezione acida intensa, che dà,
associata alla pepsina, un’adeguata digestione delle carni, abbiamo
un rapido passaggio del cibo attraverso un intestino che è molto
corto e, in poco tempo, le feci vengono espulse. Perché? Perché
nell’intestino si formano fenomeni putrefattivi per cui certe
sostanze diventerebbero estremamente tossiche: quindi vengono espulse
rapidamente attraverso un intestino corto. Infatti tutti i felini hanno
l’addome incavato per la scarsa massa intestinale.
Se invece consideriamo un erbivoro, come può
essere il toro, vediamo che ha una dentatura totalmente diversa e, soprattutto
nella parte anteriore, i denti sono sostituiti da gengive molto callose
che servono per strappare l’erba. Quest’erba viene ingurgitata
praticamente sana, passa attraverso l’esofago, il quale presenta
particolari modificazioni anatomiche e fisiologiche: parzialmente si
è trasformato in rumine, reticolo, omaso. Esse sono delle strutture
particolari che derivano dall’esofago e che servono per immagazzinare
grosse quantità di erba, la quale viene poi riportata in bocca,
mescolata ai vari enzimi e fermenti che si trovano dentro il rumine,
in modo che venga rimasticata, e successivamente passa nell’abomaso,
che è lo stomaco dei bovini. Quindi, attraverso un intestino
estremamente lungo, viene digerita. Infatti vediamo che gli erbivori
hanno un addome voluminoso per la presenza di un intestino lungo venti
volte l’animale.
Vediamo ora l’uomo. Tanti dicono: l’uomo
è onnivoro. Onnivoro è un termine che non vuol dire niente.
Che mangia tutto? Che senso ha? Non esiste nessun animale che possa
essere definito onnivoro. L’uomo, da un punto di vista anatomico,
è un animale molto simile ai primati, e soprattutto alle scimmie
antropomorfe, che sono quelle che, evolutivamente, sono più vicine
a noi, tipo scimpanzé, gorilla, orangutan e gibbone.
Prendiamo un attimo in considerazione questi animali. Vediamo che questi
cugini, neanche tanto lontani, la carne non la mangiano, ma sono frugivori,
cioè raccolgono la frutta, mangiano semi, granaglie, etc. E anche
il gorilla, che è un animale molto forte, ha un’alimentazione
di questo genere, non è che mangia la fettina di carne o sbrana
qualche animale.
L’uomo, in origine, è lo stesso. Infatti una caratteristica
basilare che ha in comune con le scimmie, è la mano, il pollice
opponibile che è evoluto proprio per la raccolta della frutta.
La visione colorata nell’uomo e in questi animali antropomorfi
vicini a noi, è legata al fatto che deve avere la possibilità
di scegliere un frutto maturo da uno acerbo. Queste caratteristiche
i carnivori non le hanno e neppure gli erbivori. Infatti hanno una retina
costituita fondamentalmente da bastoncelli che danno una visione in
bianco e nero, e i coni, che invece danno una visione a colori, non
li hanno, o sono in scarsissima quantità. Cioè, le caratteristiche
del carnivoro sono diverse perché ha bisogno di avere una vista
particolarmente acuta per vedere se qualcosa si muove, etc., proprio
per questa sua attitudine naturale alla caccia.
L’uomo invece no. Esso ha la caratteristica
di una visione stereoscopica, con gli occhi in avanti, con la possibilità
di vedere la profondità proprio per giungere a raccogliere e
a poter prendere i cibi di cui ha bisogno, che sono cibi vegetali. Fra
l’altro ha un gusto molto sviluppato per le essenze, per gli aromi,
come possono essere i vari gusti di mela, pesca o di albicocca, di banana,
etc. Ha un gusto spiccato anche per l’amaro, per il salato, per
il dolce, etc., cosa che i carnivori non hanno, e tanto meno gli erbivori.
La dentatura nell’uomo, e nelle scimmie
antropomorfe, presenta un grosso sviluppo degli incisivi, che sono i
denti anteriori, il canino molto ridotto di dimensioni, Presenta premolari
e molari, che sono denti che hanno azione di macina, per schiacciare
e triturare bene tutti quei cibi di una durezza maggiore che possono
essere semi o granaglie. Questa è la caratteristica fondamentale
della masticazione dell’uomo, che è molto più raffinata
rispetto agli altri animali, in quanto il cibo viene perfettamente triturato
per essere successivamente deglutito.
Per questo motivo l’uomo ha ghiandole salivari molto sviluppate
che producono grosse quantità di ptialina, l’enzima che
serve alla digestione degli amidi, zuccheri complessi che si trovano
solo nel mondo vegetale. Il cibo viene triturato, deglutito e lentamente
arriva allo stomaco, il quale ha una parete più sottile rispetto
a quella dei carnivori, con una secrezione acida importante, ma non
quanto quella di un felino. La secrezione acida porta alla digestione
di alimenti con un contenuto proteico, proteine che vengono poi successivamente
assorbite lungo il decorso dell’intestino, che ha una lunghezza
intermedia tra quella dei carnivori e quella degli erbivori.
Anche da un punto di vista esterno c’è un’altra caratteristica
da non dimenticarsi: che i carnivori hanno una struttura atta all’offesa,
quindi hanno grosse unghie, hanno notevole forza fisica, sono strutturati
soprattutto per l’agguato ad altri animali, hanno dei denti molto
sviluppati, una mascella che può notevolmente spalancare. Sonno
prevalentemente notturni, e hanno innato l’istinto della caccia,
la ricerca degli altri animali.
Nell’uomo tutto questo non esiste in quanto non ha unghie forti,
non ha denti atti all’offesa, ma ha una cosa più elevata
rispetto agli altri animali, che è l’intelligenza, e soprattutto
ha la caratteristica, fisicamente, di potersi rifugiare sugli alberi
perché è un buon arrampicatore, e quando veniva aggredito,
nelle savane, vi saliva.
L’uomo, inizialmente, sembra che sia
apparso nella gola di Olduvai, nella zona nord della Tanzania, dove
si trovavano savane a ciuffi di alberi, etc. Egli viveva sugli alberi,
scendeva a terra per mangiare e poi ritornava sugli alberi, proprio
per essere al sicuro dalle fiere. L’uomo, senza armi, non è
in grado di resistere all’assalto di nessun animale, neanche di
una lince, probabilmente, che è uno degli animali feroci più
piccoli, figuriamoci se si pensa al leone o altri animali del genere.
Tanto meno è in grado di uccidere un bufalo o un toro o una gazzella,
che fra l’altro sono velocissimi e muniti di corna, quindi con
messi di difesa fisici superiori a quelli dell’uomo.
Riprendiamo il discorso dell’alimentazione
odierna. Oggi l’uomo ha perso tantissime caratteristiche della
sua alimentazione, in particolare ha due grossissimi difetti di base,
il primo è il consumo di grosse quantità di carne. Ecco,
per esempio, nell’Italia del 1861 c’era un consumo di 18
kg. fra carne e pesce a testa l’anno, nel 1999 il consumo era
di 88 kg. Nel frattempo l’uso di legumi e delle verdure era calato.
Negli ultimi anni, fortunatamente, c’è però un’inversione
di tendenza.
Comunque oggigiorno c’è un consumo abnorme di carne e soprattutto,
cosa estremamente grave, l’uso di sostanze prive di fibre vegetali.
I vegetali che vengono utilizzati, e soprattutto i cereali, sono estremamente
raffinati: abbiamo il pane bianco, la pasta bianca, il riso sbramato,
etc. e in più, c’è l’uso di conservanti, coloranti,
antiossidanti etc., che peggiorano la situazione.
Riprendendo in considerazione questa alimentazione
a base di carne. La carne viene mangiata e arriva nello stomaco. Per
essere digerita ha bisogno, come si è visto nei carnivori, di
una notevole secrezione acida e di pepsina. Lo stomaco dell’uomo
fa quel che può, e quindi, con questo sforzo notevole, va incontro
ad autoaggressione, con gastriti, duodeniti, ulcere gastriche e duodenali,
quando la situazione peggiora ancora. Poi l’uomo beve alcol, che
è un irritante e chiaramente favorisce ancora di più le
lesioni della mucosa. In più il fumo aumenta a sua volta la secrezione
acida gastrica e quindi la situazione peggiora.
Tutta questa secrezione acida si riversa poi nell’intestino, dove
altera il normale Ph che diviene più acido di quello che dovrebbe
essere e fa diminuire la peristalsi.
Quando la carne arriva nell’intestino, gli aminoacidi, che sono
già stati in gran parte idrolizzati, vengono aggrediti dalla
flora batterica, che nel consumatore di carne è di tipo putrefattivo
più che fermentativo (basta una piccolissima quantità
di carne per mantenere questa flora putrefattiva invece che fermentativa).
Gli aminoacidi vengono deaminati dalla flora batterica putrefattiva
e si formano le ptomaine, che sono veleni, come la cadaverina e la putrescina,
ed altre sostanze che hanno azione tossica a livello generale e a livello
celebrale, tipo l’istamina, l’indolo, lo scatolo, e la serotonina.
Tutte queste sostanza, attraverso il circolo enteroportale vengono portate
al fegato prima di andare in circolo generale, e il fegato si trova
a mal partito con tutti questi metaboliti, perché normalmente
è abituato a lavorare a un certo standard e invece si trova a
dover lavorare al di sopra delle sue capacità, così si
va incontro a insufficienza epatica e insufficienza biliare. Nella carne
inoltre ci sono gli acidi grassi saturi che, associati al colesterolo,
danno origine ai calcoli al fegato, all’arteriosclerosi, agli
infarti, alle arteropatie degli arti inferiori, a malattie nervose.
In più tutti questi veleni danno un aumento della pressione arteriosa
e oggi ci sono molti ipertesi.
Una volta che le ptomaine si sono liberate nell’intestino, si
associano a varie sostanze che vengono utilizzate per la conservazione
della carne, come i nitrati, che si trovano in grande quantità
negli insaccati (questi danno il colore rosso al prosciutto, che altrimenti
sarebbe giallastro, etc.) e si formano le nitrosammine, alcune tra le
sostanze più cancerogene che esistano. Infatti si riscontrano
molti tumori del colon sinistro, che sono tipici proprio dei mangiatori
di carne, tumori che sono da noi in costante aumento.
In più il colesterolo viene assorbito dal fegato, ed è
escreto nelle vie biliari. La cistifellea lo concentra e quando è
in eccesso viene a precipitare, sotto forma di cristalli, nella cistifellea
stessa, dando origine alla calcolosi biliare. I calcoli di colesterolo
si ritrovano nel 75% delle persone che hanno superato i 60 anni, anche
se non hanno mai presentato coliche biliari.
Comunque, il fatto che per sanità funzionante
si intenda avere ospedali sempre più grandi ai quali demandare
la salute dell’uomo, è contraddittorio con quello che dovrebbe
essere la salute vera. Un popolo che sta bene, di per sé dovrebbe
avere bisogno di meno ospedali, non di più ospedali. Si dice
quello è un paese più civile perché ha più
ospedali; ma questa è una visione rovesciata del problema, è
esattamente tutto rovesciato. Pensiamoci un momento, perché,
a volte, siamo abituati a ragionare superficialmente sulle cose.
Ritornando un attimo alla nostra alimentazione,
una cosa abbastanza importante, che non ho detto, è il problema
dei reni, perché la carne, contiene molte purine, che portano
alla produzione di acido urico, con gravi danni a livello renale e delle
articolazioni. Così vediamo che i reparti di dialisi renale sono
sempre più pieni di gente, che si eseguono numerosi trapianti
di reni, etc., mentre basterebbe solamente regolare la dieta per non
aver bisogno di dialisi e di trapianti.
Però l’industria farmaceutica e i medici traggono profitto
da dialisi e trapianti renali. Questi sono dati di fatto ben presisi.
Un trapiantato renale ha molti problemi, tutta la vita va avanti con
citostatici, cortisonici ed altri farmaci molto costosi e con gravi
effetti collaterali, perché altrimenti avrebbe un rigetto verso
il rene trapiantato.
E poi ci vogliono anche i donatori d’organi che, a volte sono
parenti, o spesso, sono persone che ….speriamo siano morte; speriamo
perché delle volte ho anche dubbi su questo. Infatti quando c’è
qualche incidente grave, si vedono i medici dei reparti autorizzati
a fare trapianti, che si tuffano in pronto soccorso come avvoltoi sulla
preda. Il paragone è un po’ crudo, ma è così,
è veramente così, nella speranza che il paziente muoia,
così si fa il trapianto, e poi si fa l’articolo sul giornale.
Queste sono realtà molto tristi.
Ritorniamo un attimo all’acido urico.
L’eccesso di acido urico viene a precipitare nelle articolazioni,
dando origine soprattutto alla gotta, ma anche ad altre affezioni reumatiche.
Quindi tutte le persone che hanno doloretti, che hanno artrosi, è
bene che comincino a pensare qual è la causa fondamentale dei
loro malanni, che dipende probabilmente dall’alimentazione carnea.
Il problema non è soltanto la carne.
Noi parliamo di carne buona, perfetta, cresciuta in ambiente non contaminato,
in cui non siano presenti né antibiotici, né cortisonici
somministrati all’animale. Spesso l’animale viene cresciuto
con gli anabolizzanti, col testosterone, con gli estrogeni, gli vengono
date grosse quantità di antibiotici, nella dieta viene ad essere
rimpinzato di miscele alimentari, spesso con farina di pesce e farine
animali. Bovini che mangiano farina di pesce e di carne nell’ambiente
naturale io non ne ho mai visti: sapevo che mangiavano l’erba.
La sindrome della mucca pazza si è sviluppata perché l’uomo
ha tradito le leggi della natura e questa si ribella. Poi vi sono tutti
gli anticrittogamici, DDT, etc. che vengono dati ai foraggi. Queste
sostanze vengono metabolizzate, ma vengono a raccogliersi in grosse
quantità nei grassi, al punto che nella carne degli animali c’è
una concentrazione di veleni, di insetticidi, di diserbanti, che è
10 volte superiore a quella che si trova nelle piante, cioè nei
foraggi che hanno mangiato.
Siccome, chiaramente, già l’industria agro-alimentare sta
poco attenta all’alimentazione umana, possiamo immaginare l’attenzione
rivolta alla presenza di anticrittogamici nei foraggi. Tutte queste
sostanze vengono successivamente assunte dall’uomo, finiscono
nei grassi, e si distribuiscono uniformemente in tutto l’organismo.
I corticosteroidi, gli anabolizzanti, etc. hanno un effetto diretto
sull’uomo con una diminuzione delle difese organiche, con alterazioni
di tutto l’apparato endocrino, al punto che si vedono, ad esempio,
i maschi che hanno un aumento abnorme del seno.
Ogni tanto viene fuori uno scandalo….. tempo fa in un asilo, in
cui davano pollo ai bambini, questi presentavano lo sviluppo del seno.
Non c’è da meravigliarsi, è una cosa logica, visto
il tipo di alimentazione, così come si verificano sempre più
casi di tumore al seno anche nel sesso maschile.
Se poi pendiamo il discorso dell’alimentazione
raffinata, fatta di pane bianco, pasta bianca, etc., che succede? Intanto
nella raffinazione si perdono grosse quantità di vitamine, di
sali minerali. E soprattutto di fibra. La fibra serve a comporre la
massa fecale, in modo tale che le feci possano progredire normalmente
lungo il colon e poi vengono espulse. La gente mangia sempre più
raffinato e, nutrendosi in questo modo, la massa fecale è sempre
più ridotta e si formano delle feci estremamente indurite, che
provocano la stitichezza e, quello che è peggio, danno origine
alla diverticolosi del colon. Perché il colon, nello sforzo di
mandare avanti questo tipo di feci, si sfianca e si formano i diverticoli,
i quali poi si infettano e causano tante malattie.
Fra l’altro questo rallentamento del circolo delle feci nel colon
da origine a un maggior contatto delle sostanze cancerogene, derivate
dalla digestione della carne, con la mucosa, con un aumento dei tumori.
Queste sono tutte cose provate.
Con l’uso di cereali raffinati c’è una perdita notevole
di sali minerali, di proteine, e soprattutto di vitamine, per cui siamo
di fronte, spesso e volentieri a persone grasse, obese, che sono in
carenza di vitamine. Allora i medici ordinano polivitaminici. Però
le vitamine e i sali minerali, per essere ben assorbiti, hanno bisogno
di essere in adeguato rapporto e in associazione con altre sostanze
che si trovano in natura. Ad esempio la vitamina C, per essere assorbita
nel modo giusto, ha bisogno del pentaossiflavone che è una sostanza
che si trova nel limone. Però nel Cebion non c’è
e neanche nel Redoxon, che sono delle compresse di vitamina C che si
trovano in farmacia, in modo tale che non viene modulato l’assorbimento
della vitamina C. Così ci si può trovare in ipervitaminosi
o in ipovitaminosi, nel senso che la vitamina non viene assorbita, o
viene assorbita in quantità enorme, per cui si può andare
incontro a gravi danni per eccesso o difetto di vitamine.
C’è poi il consumo di alcolici.
L’alcol non è un alimento, l’alcol è una droga,
anche se da noi è utilizzato come bevanda. Però non dimentichiamoci
che se a un alcolista, o anche ad una persona che beve una quantità
elevata di alcolici viene tolto improvvisamente l’alcol, questi
presenta crisi d’astinenza, delirium tremens, allucinazioni visive.
Sono cose che si riscontrano normalmente in ospedale, al punto che quando
vengono pazienti in questo stato, o gli diamo un bicchiere di vino o,
altrimenti, gli si fa una flebo con Normosol 900 calorie, che ha il
20 % di alcol. Almeno il 40-50% degli incidenti, e questo lo dico perché
ho lavorato parecchi anni in pronto soccorso, sono dovuti a persone
che guidano in stato di ebbrezza.
Il consumo di alcol nel nostro paese è ancora sostenuto, per
le false notizie che ci forniscono le aziende vinicole e i produttori
di superalcolici. E’ un po' come il discorso delle fabbriche di
armi: ci sono delle armi visibili, che causano danni a popoli stranieri,
e vengono vendute all’Iran, all’Iraq, etc., e poi ci sono
delle armi più subdole, e da un certo punto di vista ancora più
malefiche, proprio perché vengono fatte passare per cose che
danno piacere all’uomo, e, invece, gli provocano gravi danni.
Tra queste vi sono gli alcolici: infatti, da un lato, abbiamo gli incidenti
stradali e dall’altro abbiamo i problemi a tutti i livelli, che
provoca l’alcol, a cominciare dal sistema nervoso centrale, con
disforia, rallentamento dei riflessi, stato confusionale, etc. A livello
cardiaco provoca la miocardosi, cioè alterazioni delle fibre
del miocardio. A livello epatico porta alle cirrosi. A livello intestinale
porta a ulcere gastriche, in particolare, se associato con dieta carnea
a irritazioni e tumori all’esofago, alla bocca, etc. Tutti purtroppo
conosciamo persone che sono arrivate a questi livelli, tutti li abbiamo
di fronte spesso. Questo è l’alcol.
Il fumo è un’altra abitudine
molto pericolosa. Perché? Perché col fumo si ha l’assorbimento
di nicotina, di benzopirene, di derivati del catrame che sono tossici.
Infatti il tumore polmonare, il tumore a cellule squamose dei fumatori,
è abbastanza tipico. Poi oltre a questo ci sono molte malattie
polmonari, come bronchite, asma, enfisema, etc., dovute al fatto che
il fumo distrugge completamente le ciglia delle cellule, che servono
per espellere le poveri dai polmoni. Quindi, non solo aumentano le sostanze
estranee polmonari, ma aumenta anche la contaminazione da radiazioni,
perché nell’aria, da quando ci sono numerose centrali nucleari,
si sono anche isotopi che un polmone ben funzionante espelle. Questo
non succede nel fumatore perché gli mancano le cellule cigliate,
così aumenta ancora di più, circa 10 volte tanto, il rischio
di tumore legato alle radiazioni rispetto ad una persona che non fuma
e ha le ciglia vibratili cellulari funzionanti.
Si è osservato pure che, sempre il fumo, dà tumori alle
labbra, alla lingua, alla cavità orale, alla laringe, all’esofago,
allo stomaco e, cosa estremamente grave, che nessuno pensa mai, provoca
tumori anche alle vie urinarie, perché il fumo altera il metabolismo
del triptofano che è un aminoacido. I suoi metaboliti sono escreti
nelle urine che esercitano azione cancerogenetica sulla mucosa delle
vie urinarie. Così si va incontro a papillomi vescicali, tumori
della vescica, tumori renali, etc. Un recente studio eseguito su operai
della Polonia ha dimostrato una netta diminuzione delle difese immunitarie
nei fumatori, con maggior incidenza di malattie infettive ed ovviamente
tumori.
Inoltre il fumo fa gravi danni a livelli sia cardiaci sia circolatori,
perché provoca, per un meccanismo che non è ancora ben
conosciuto, una riduzione del calibro delle arterie. Quindi molti infarti
sono dovuti al fumo, associato alla vita sedentaria, allo stress ed
altre cause. E da la malattia caratteristica del fumatore, che è
il morbo di Burger, in cui si ha una stenosi delle arterie degli arti
inferiori e, chi ha un morbo di Burger veramente grave, spesso finisce
per essere amputato. Non so se avete mai visto in carrozzina dei grossi
fumatori, che sono senza gambe. Questi sono i valori fondamentali della
civiltà edonistica. Sarebbe più giusto chiamarlo masochismo,
a tutti i livelli.
Tanti obietteranno: si, va bene, però
a me hanno insegnato che le proteine vengono dalla carne, in ambito
vegetale ce ne sono poche. Non è assolutamente vero. E’
ovvio che per praticare un’alimentazione vegetariana adeguata
ci vogliono vari tipi di vegetali, se io mangio solo polenta è
chiaro che non ho il giusto apporto di sostanze. Quindi nella mia dieta
dovrò avere un buon apporto di proteine da cereali e di proteine
che vengono dalle leguminose.
Perché? Nei cereali è scarso un aminoacido essenziale,
che si chiama lisina, che è molto importante per la crescita
armonica dell’organismo, mentre invece nei legumi è carente
il triptofano, anche questo molto importante per la crescita. Però
il triptofano si trova nei cerali e la lisina si trova in grosse quantità
nei legumi. Quindi se io arrivassi al punto di mangiare pasta e fagioli
e basta, che è una dieta poverissima, sarei in grado di vivere
equilibratamente dal punto di vista proteico.
Sapete che in Africa ci sono gravissimi problemi
di malnutrizione legati sia a carenza di alimenti sia a scarsa educazione
alimentare. Perché? Perché, soprattutto con la venuta
dell’uomo bianco, sono state perse quelle sane norme igieniche
e alimentari che da sempre gli africani avevano. I problemi che vi sono
ora probabilmente una volta non c’erano, perché l’alimentazione
che avevano un tempo era estremamente equilibrata, in grandissima parte
vegetariana; in casi estremamente eccezionali mangiavano carne, che
anche ora mangiano pochissimo. Era un’alimentazione adeguata,
normale.
Solo che ora, quando hanno soldi, comprano birre e bibite gassate, cose
che il mondo moderno ha messo a loro disposizione con grande gioia delle
multinazionali e con impoverimento sempre maggiore del cosiddetto terzo
mondo.
Vorrei ora lasciare spazio a domande
e commenti del pubblico. Siano benvenute le idee di tutti.