Sulla pace

Serge Raynaud de la Ferrière: da “Sus documentos”

PACE. In questa parola mette tutta la sua energia la Gran Fratellanza Universale che cerca nuovamente, nel corso della storia, di intervenire sui temi importanti dell’umanità… È molto difficile per l’essere umano concepire e realizzare questo stato, perché con l’orgoglio che lo caratterizza vuole sempre elaborare il mondo, ma il suo punto di vista non oltrepassa il suo orizzonte; si considera il centro dell’universo e non riflette sul ruolo che deve svolgere… L’essere umano parlerà di pace a patto che il suo io personale sia fortemente saldo, perché non appena si toccano i suoi istinti atavici, risponde: ‘Guerra’…

Introduzione a “Yug Yoga Yoghismo – una matesi di psicologia”

di Serge Raynaud de la Ferrière

Prima di affrontare qualsiasi considerazione sullo yoga credo sia utile fornire una precisazione che ritengo indispensabile, dato che in quest’opera sarà esaminato un argomento che può essere sì applicato all’autorealizzazione ontologica, ma anche alla dialettica, alla teoretica, alla logica e alla stessa Scienza. Nello scrivere questo libro non ho la pretesa di considerarmi un SIDDHA in quanto pratico realmente lo yoga solo da alcuni anni. In effetti, il SADHAKA è colui che si abbandona completamente ad un’estasi continua. Qui non si tratta di giudicare se questo è, o non è, il cammino da seguire. Personalmente ho altre aspirazioni e ciò, se da un lato mi priva del diritto al titolo di Perfetto Yoghi, dall’altra mi permette di esprimere liberamente la mia opinione al riguardo.

È stato scritto molto sullo YOGA, ma è evidente come ancora regni una gran confusione sul tema, sia nell’esporlo, che nell’esprimere un giudizio. Il vero Yoghi non scriverà mai su tale argomento, in quanto lo stato che egli ricerca (SAMADHI) è una beatitudine sopra-cosciente che sostituisce ogni altro pensiero, e che, pertanto, pone il soggetto nella più completa impossibilità di farsi comprendere dai suoi contemporanei.

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L’aristocrazia dello spirito

S.R. de la Ferrière: da l’Introduzione al Proposito Psicologico n. 23 

… se i nostri antenati avevano l’ambizione di mettere in evidenza le loro ricchezze materiali, ai nostri giorni noi siamo molto più interessati a costruire ‘cittadelle spirituali’, ‘fortezze’ della cultura, della scienza, dell’arte e, infine, templi di proporzioni universali… Numerosi castelli dell’aristocratica famiglia de la Ferrière sono attualmente in rovina e anche la signorile magione dell’antica contea de la Ferrière, in Francia, non presenta ormai che alcuni resti di mura completamente diroccate…
Che significa ciò? Semplicemente i tempi sono cambiati e se l’aristocrazia del denaro è ancora ricercata da alcuni ambiziosi senza scrupoli dalle pretese poco confessabili, è del tutto certo che la nobiltà di cuore vale molto di più. La vera aristocrazia è quella dello spirito, quella che si può ottenere unicamente attraverso un blasone guadagnato, non a forza di guerre, ma con ‘battaglie’ per il perfezionamento dell’individuo… Dopo tutto, quelle meraviglie architettoniche non sono che mucchi di pietre e noi preferiamo edifici di anime, che sono valori archeometrici eterni, capaci di stabilire il regno della pace nel mondo. Così dunque, facendo poca attenzione a quelle pretese ‘glorie perdute’, siamo orgogliosi oggi dei nostri atti e scritti che hanno svegliato l’interesse di milioni di esseri i quali seguono ora l’Ideale tracciato dal fondatore della Gran Fratellanza Universale…